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L'economia circolare: obiettivo sostenibilità

ValentinaG

Secondo l’HPE Financial Services, la quantità di rifiuti elettronici ha raggiunto nell'ultimo anno le 50 tonnellate. Se pensiamo che il numero dei transistor e resistori del chip di in un PC raddoppia ogni 24 mesi, si può subito immaginare la quantità di rifiuti che si genera continuamente in un lasso di tempo molto breve.

Oggi, tutto ciò non è più accettabile, ed è dovere di tutti muoversi verso una sostenibilità maggiormente impattante. Lo studio realizzato da HPE Financial Services dimostra quanto questo sia un tema critico: il 79% delle aziende oggi è impegnato in una strategia di sostenibilità ambientale, mentre il 69% possiede nello specifico una strategia di sostenibilità IT. La circular economy  lavora proprio in questo senso.

L’economia circolare, secondo la definizione data dalla Ellen Mac Arthur Foundation, è un termine generico per definire un’economia in grado di potersi generare da sola. In un’economia circolare, i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di reintegrarsi nella biosfera, e quelli tecnici, che vengono prima rivalorizzati e poi rientrano nella biosfera (www.economiacircolare.com). È dunque un sistema economico che permette di ridurre al massimo gli sprechi riutilizzando i materiali in successivi cicli produttivi, e che ribalta il modello lineare take-make-dispose, con cui eravamo abituati precedentemente ad operare, che si basava invece sullo sfruttamento di grandi quantità di risorse ed energia.

Al contrario, il modello circolare, è basato su una strategia che prevede tre step molto importanti:

  • Eliminare i rifiuti e l’inquinamento attraverso delle soluzioni progettuali, con la creazione di prodotti che durino più a lungo.
  • Aumentare il ciclo di vita dei prodotti attualmente in uso, destinandoli ad altri scopi o rimettendoli nuovamente in circolo nell’ economia, una volta terminato il loro utilizzo primario.
  • Rigenerare i sistemi naturali, tramite l’adozione di pratiche sostenibili in agricoltura, nella pesca e nella lavorazione del legname.

L'obiettivo fondamentale ed ultimo deve comunque essere quello di prolungare il più possibile il ciclo di vita degli assets e generarne una nuova al termine del loro utilizzo, solo così si potrà effettivamente avere una circular economy efficace.

Ma non è sufficiente limitarsi all'adempimento dei tre punti sopra esposti. Bisogna avere un tipo di approccio olistico, con un’attenzione all'intero sistema e considerando le relazioni causa-effetto tra le diverse componenti. Bisogna inoltre dare priorità alla modularità e versatilità del prodotto affinché si adatti ai cambiamenti delle condizioni esterne.

Il report che fa parte della proposta IT Asset Lifecycle Solutions fornita da HPE Financial Services, comprende i seguenti punti:

  • Servizi di magazzino virtuale (supportare esigenze future dei clienti tramite strumenti e prodotti già esistenti).
  • Servizi di consolidamento datacenter (ricollocazione sicura e preconfigurata dei prodotti).
  • Prodotti usati certificati (apparecchiature IT certificate da poter riutilizzare).
  • Servizi di asset upcycling (monetizzare assets obsoleti per riciclarli in modo responsabile).

Il report può essere utilizzato dalle organizzazioni nel caso in cui debbano dichiarare agli investitori le proprie emissioni indirette di gas serra e per le comunicazioni richieste dai clienti come il questionario CDP (Carbon Disclosure Project). Il Circular Economy Report di HPE fornisce ai clienti le informazioni chiave necessarie a quantificare il contributo dell’IT ai rispettivi requisiti aziendali SER (Sustainability and Environmental Reporting).

Rispettando questi accorgimenti a livello sia aziendale che individuale, sarà possibile quindi diminuire le emissioni di CO2, con un impatto sul clima considerevole, diminuendo addirittura le emissioni di gas serra del 2-4% annuo. A livello corporate, si dovrebbe sempre fare attenzione ai rifiuti alimentari delle mense aziendali, all'utilizzo sconsiderato della plastica, far sentire i dipendenti coinvolti rispetto a questi temi aumenta sicuramente la responsabilità sociale e l’efficacia delle azioni volte verso una migliore sostenibilità.

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ValentinaG

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