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L’economia del cloud

MassimilianoG

 

Dall’articolo My Cloud Learning Journey: Part 6.1 Cloud Economics or “Nubes parcus” di tim.jpgTim Clayton_Marketing Business Services

 

 

Owen Rogers è il direttore della Digital Economics Unit presso 451 Research; il suo lavoro è quello di prendere le complessità del cloud e cercare di mettere insieme tutte le parti più o meno note in calcoli che possano avere un senso per tutti. Questa si chiama cloud economics.   Benner_Tim_blog61.jpg

L’economia del cloud dipende davvero dall’alfabetizzazione del rischio. Si tratta di guardare quali sono i fattori che ci circondano e di prendere una decisione sul modo migliore per crescere.

Per spiegare meglio questo concetto partiamo da alcune locuzioni latine tipiche della civiltà romana.

 

AURIBUS TENEO LUPUM

“Tenere il lupo per le orecchie”

Questa bella frase ci dice che, qualsiasi cosa si faccia, un rischio c’è quasi sempre. “Il cloud riguarda l’ottenimento di valore in base al proprio rischio,” dice Owen.

“A mio parere, è necessario che venga esaminato sempre il rischio più grande. Un’azienda può sostenere di essersi sempre trovata bene con lo stesso provider e gli stessi sistemi IT per un decennio. Ma se il loro provider dovesse fallire, cosa succede loro? E cosa potrebbe succedere in caso di crisi economica nel loro settore? È impossibile puntare anche un singolo dollaro nel confronto tra cloud e IT tradizionale, ma possiamo parlare di ‘valore per il rischio’. Possiamo calcolare il costo potenziale di un guasto IT.  Se, per esempio, scrivo su un pezzo di carta una cifra come 10 miliardi e dico ‘ecco quello che potete perdere se si verifica lo scenario peggiore’. In questo modo le imprese hanno una visione più chiara della loro esposizione. Questo cifre permettono ai dirigenti di poter prendere migliori decisioni.”

 

CUI BONO?

“Chi ne beneficia?”

Secondo Owen è difficile registrare i vantaggi e il valore dell’IT; spesso si tratta di una generale supposizione che riguarda la buona riuscita di lavoro piuttosto che la misura di un valore reale. Come dice Owen, non è facile calcolare quanto la velocità di un server faccia guadagnare soldi all’azienda o quanto incide il traffico di un sito web.

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Se poi esaminiamo questo sul cloud, i calcoli, già complessi di per sé, iniziano a diventare assurdi. Per esempio, è possibile calcolare il vantaggio di maggiore spazio in ufficio (grazie ad esempio a un minor utilizzo di server) in termini monetari? Quali sono i ricavi o i costi?  

Quindi la chiave per valutare i benefici del cloud è valutare la possibile esposizione, stimando nel miglior modo possibile le spese correnti e poi prendendo la soluzione con il prezzo migliore. Ma attenzione…

 

EX NIHILO NIHIL FIT

“Dal nulla non viene nulla”

Sono tanti quelli che, durante il processo di decisione, scelgono un opzione cloud convinti che sia più conveniente della loro attuale infrastruttura IT e invece si ritrovano a spendere più di prima.

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Secondo Owen “le aziende non sempre osservano un calo della spesa perché vedono i vantaggi delle nuove soluzioni e iniziano a consumare di più. Si ritrovano all’improvviso con tante nuove belle funzioni e iniziano ad usare più applicazioni e risorse che mai, sfruttando nuove potenzialità.”

C’è comunque da aggiungere che i costi del cloud non sono esattamente paragonabili a quelli dell’IT tradizionale. Quello che può sembrare un semplice pagamento mensile può essere il semplice frutto di tutta una serie di costi incrementali o di altri conti.

Tuttavia, questo non significa che le aziende non risparmiano. Consumo extra significa più lavoro e soprattutto più innovazione, che genera profitto e opportunità di guadagno.

 

Continua……

 

Massimiliano Galeazzi
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Informazioni sull'autore

MassimilianoG

Faccio attività di Marketing all'interno del team Microsoft OEM di HPE. Gestisco Coffee Coaching, la community dedicata ai rivenditori con tutte le novità HPE-Microsoft per le PMI.