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La velocità aumenta i rischi o, paradossalmente, li riduce?

MassimilianoG

Dall’articolo IT risk: Does the "need for speed" increase risk, or can it paradoxically reduce it? di @benlovejoy

 

L’ambiente IT all’interno delle aziende non è mai così sotto esame come ora. Le tecnologie di oggi non influiscono solamente nelle relazioni con la clientela, ma anche nello speed-to-market, cioè nella rapidità di adattamento al mercato. La velocizzazione delle operazioni IT è da considerare un rischio o, paradossalmente, operare a un ritmo più veloce potrebbe portare a ridurre le possibilità di guasti?      

 

Questa domanda potrebbe apparire molto insensata, anche perché, tradizionalmente, l’IT viene considerato per natura un elemento con cui bisogna essere cauti e, per poter organizzare al meglio il proprio lavoro, di solito si vuole avere il tempo di studiare, analizzare, fare tutte le considerazioni del caso, pianificare, valutare opzioni e alternative.

 

original (4).pngL’idea di dover fare tutto in fretta è una delle cose che fa inorridire maggiormente i CIO tradizionalisti, di solito molto preoccupati che qualcosa vada storto, dal bug all’interno del software alla banda insufficiente per il backup. La velocità viene associata alla mancanza di attenzione, quindi meno tempo e più rischi IT.

 

IT agile

Il Manifesto per lo Sviluppo Agile di Software affermava che un approccio più flessibile, iterativo e collaborativo non solo avrebbe aiutato a conseguire risultati più velocemente, ma avrebbe anche aumentato la qualità del software e la soddisfazione dei clienti. Il vecchio approccio consisteva nel mettere insieme tutti i requisiti iniziali, produrre documenti che delineavano l’approccio da utilizzare e gli obiettivi da conseguire, ottenere l’approvazione e lavorare a livello gerarchico utilizzando i processi stabiliti per consegnare il prodotto finito. L’emergere dello sviluppo del software agile ha dimostrato che, se viene utilizzato l’approccio corretto, velocità non significa necessariamente minor qualità o meno sicurezza.  

 

La maggior parte delle aziende ha deciso di adottare con successo un approccio ibrido, mettendo insieme i lati positivi di entrambi i metodi. Il successo di questo approccio è dimostrato dalla riduzione dei costi, dalla maggiore soddisfazione dei clienti e dalla maggiore facilità nel raggiungere i risultati.

 

Un approccio ibrido

Oggi possiamo notare una trasformazione simile nelle infrastrutture. Nel vecchio modello si cercava di prevedere in anticipo quelle che sarebbero state le future esigenze aziendali, conoscendo i tempi di raggiungimento di un obiettivo e gli strumenti a disposizione. Se le ipotesi venivano sbagliate, oppure il mercato subiva dei cambiamenti improvvisi, tutti i piani potevano essere destinati a fallire.

 

I CIO più lungimiranti adottano un approccio ibrido nella gestione delle infrastrutture con lo sviluppo del software. Pur avendo a disposizione una capienza fissa ottenuta tramite l’attuazione di contratti a lungo termine, essi mantengono la possibilità di acquistare servizi in base alle necessità dell’azienda, sia in ambiente data center che cloud. In questo modo possono rispondere ai cambiamenti velocemente e facilmente.

 

L’infrastruttura IT deve svolgere un ruolo fondamentale nella fornitura tempestiva di servizi e nel trasmettere positività all’azienda, facendo da ponte nel nuovo stile di business che mette insieme cloud, mobilità, big data e sicurezza.

 

Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere Best Practice: Come un'infrastruttura incentrata sull'utente ottimizza la produttività dei dipendenti e l'esperienza dei clienti

 

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Massimiliano Galeazzi
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