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Software-Defined Datacenter (SDDC). Parte 1: Caratteristiche generali

MassimilianoG

 

Se da una parte ci sono molte aziende IT che conoscono bene2018-06-29 WSSD pt 1.jpg i vantaggi del software defined datacenter (SDDC), dall’altra l’adozione di queste soluzioni è ancora relativamente bassa. I dati sono comunque in crescita. Il report di Hexa Research dello scorso novembre 2017 sostiene che il mercato del software-defined datacenter dovrebbe raggiungere i 259,10 miliardi di dollari entro il 2024, questo grazie alle sue capacità di ottimizzazione e orchestrazione delle operazioni tramite la gestione del datacenter e le funzionalità di virtualizzazione. 

 

Hybrid IT, cloud ibrido, virtualizzazione e software defined sono tutti modelli di tecnologia simili, correlati allo stesso concetto generale, il data center di nuova generazione. Le strutture SDDC sono vengono implementate attraverso la connessione, il raggruppamento e la gestione delle risorse IT (rete, calcolo e storage), in un nuovo modo. Con il codice ‘software-driven’, le operazioni IT possono essere trasformate per ottimizzare e scalare l’allocazione delle risorse in base alle necessità, mantenendo il budget per l’IT sotto controllo.

 

Grazie alla sua flessibilità, l’SDDC è diventato un caposaldo della transizione al modello di IT ibrido, consentendo di sfruttare i vantaggi della virtualizzazione e del cloud computing in un modo creati su misura per le tue esigenze di business, in base ai requisiti delle vostre applicazioni. Ma cosa significa esattamente Software-Defined? Prima di andare oltre, diamo una panoramica generale dei vari livelli di software-defined.

 

Software Defined Compute (SDC)

Di solito, quando si parla di SDDC o perfino di virtualizzazione, la gente si riferisce più in generale al software-defined compute. Lo scopo del software-defined compute è di “virtualizzare” le risorse di calcolo aggregate nei pool, per poi offrire porzioni di tali pool di risorse in base alla disponibilità e alle esigenze di calcolo. Le funzioni di calcolo vengono gestite attraverso un’interfaccia centrale e possono essere allocate e riallocate in base alle proprie esigenze. Con le tecnologie software-defined, l’approvvigionamento delle risorse di calcolo non dipende più da un dispositivo hardware specifico, ma si basa sul serbatoio delle risorse di calcolo attualmente disponibili.

 

Software-Defined Storage (SDS)

L’arrivo del software-defined storage segnala un’evoluzione dell’infrastruttura IT che è anche la definizione di come può essere gestito e distribuito lo storage in futuro. Nel caso del software-defined storage, le risorse disponibili in un cluster dello storage vengono estratte dai nodi del server stesso e vengono raggruppate e approvvigionate tramite software centralizzato, creando un pool di risorse storage “virtualizzato” a costi controllati. L’utilizzo dell’approvvigionamento e della gestione secondo le conformità consente di gestire le risorse storage in maniera indipendente dall’hardware, fornendo protezione dei nodi, protezione dati, replica, backup e deduplica.

 

Software-Defined Networking (SDN)

In uno scenario di rete tradizionale, il firmware del server fornisce le componenti hardware con le istruzioni necessarie per riallocare i pacchetti di dati quando arrivano a uno switch o a un router; tutti i pacchetti di dati seguono lo stesso percorso. Il Software-defined networking (SDN) offre un metodo di amministrazione della rete più conveniente e con maggiori controlli rispetto alle reti tradizionali. Ciò consente all’amministratore di modellare il traffico di rete senza dover configurare le impostazioni dei singoli switch. Regole, priorità e restrizioni possono essere attivate o disattivate più facilmente, in base alle richieste, offrendo una gestione più snella dei carichi di traffico. Le reti virtuali consentono anche una separazione netta del traffico derivante dai carichi di lavoro virtuali; i carichi di lavoro vengono tenuti rigorosamente separati in modo da rendere i pacchetti di rete invisibili agli altri carichi di lavoro o utenti. Questo è molto importante per gli ambienti che vogliono aumentare agilità ed efficienza sfruttando le tecnologie software-defined.

 

Le soluzioni Software-Defined rendono tutto più semplice

Completamente automatizzato e incentrato sull’azienda, il software defined IT può essere abilitato per mantenere le configurazioni dell’hardware in base ai consumi, all’utilizzo e alle esigenze aziendali e alle priorità, offrendo scalabilità e flessibilità. Molte aziende vogliono utilizzare il SDDC per ridurre o eliminare molte delle difficoltà create oggi dai datacenter, consentendo la trasdormazione delle infrastrutture IT e del business.

 

Nel prossimo post parleremo delle soluzioni Server Software Defined di Microsoft Windows Server su HPE ProLiant Gen10: soluzioni completamente integrate e testate con una gamma di componenti hardware accuratamente selezionata per storage locale, controller e rete. Queste soluzioni sono progettate per fornire la transizione verso ambienti SDDC con maggiore time-to-value, minori rischi e possibilità di scalare in base alle necessità aziendali e essere pronti per il cloud.

 

 


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Massimiliano Galeazzi
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